Versione solo testo - Eurocin G.E.I.E., 24 novembre 2017
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I siti Unesco nelle Alpi del Mare



Cuneo, 24 novembre 2017
ultimo aggiornamento: 24.09.2013



Cooperazione socio-culturale



I SITI UNESCO NELLE ALPI DEL MARE

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Italia e Francia possiedono un patrimonio storico e culturale sconfinato.

Avere nella propria regione un sito tutelato dall’UNESCO significa essere depositari della storia e di una cultura unica nel suo genere e rappresenta un’importante opportunità turistica.

All’interno del territorio delle Alpi del Mare si trovano sette siti che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità ed altri luoghi sono in attesa di ricevere questo importante riconoscimento.

Andiamo a conoscerli...

 

LA RESIDENZA DEI SAVOIA IN PIEMONTE

La corona delle delizie: così è definito dall’architetto Castellamonte (1610 – 1683) il circuito delle Residenze Reali dei Savoia, un insieme di grande interesse storico, artistico ed ambientale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997, che offre un panorama completo dell’architettura monumentale europea del XVII e XVIII secolo, utilizzando lo stile, le dimensioni e lo spazio per illustrare la dottrina predominante della monarchia assoluta.

Era il 1562 quando il duca di Savoia Emanuele Filiberto scelse Torino come capitale del ducato ed intraprese un vasto programma di costruzione di edifici, continuato dai suoi successori, ad opera dei più grandi architetti dell’epoca.

L’itinerario parte da Palazzo Reale, la residenza di corte progettata dal Castellamonte in centro città  e prosegue verso Palazzo Madama. Questo edificio, posto al centro di Piazza Castello, fu l’elegante dimora delle Madame Reali e testimonia le tante epoche vissute da Torino: su base romana, ha un corpo medioevale e una stupenda facciata barocca con atrio e scalone monumentale progettati dall’architetto Filippo Juvarra (1678 – 1736). Si prosegue poi verso Palazzo Carignano, dove nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II di Savoia e che fu sede del primo parlamento italiano. Il circuito cittadino viene infine completato con il Castello del Valentino, la residenza preferita da Cristina di Francia, che gli conferì un particolare gusto architettonico transalpino.

Uscendo dalla città non si possono perdere le altre Residenze, quelle di festa o di caccia: il Castello di Rivoli, roccaforte medievale oggi sede dell’importante Museo d’arte contemporanea; la Villa della Regina, Anna Maria d’Orleans, recentemente restaurata ed aperta al pubblico; la Reggia di Venaria Reale, il Castello di Moncalieri e quello di Agliè; la Palazzina di Caccia di Stupinigi, che divenne dimora estiva dei reali. E ancora i Castelli che ebbero anche funzioni produttive e agricole: Racconigi; Govone, circondato da un giardino all’inglese; Pollenzo, in stile neogotico; la Mandria ed infine la Reggia di Valcasotto, il medievale monastero certosino trasformato dai Savoia in residenza venatoria.

 

I SACRI MONTI DELL'ITALIA SETTENTRIONALE

I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo per il Piemonte - Ossuccio e Varese per la Lombardia), patrimonio dell’Umanità dal 2003,  sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana.

La nascita di questi complessi è legata ai luoghi santi del Nuovo Testamento, dove sin dal IV secolo cominciarono a svolgersi intensi pellegrinaggi sia per terra che per mare. Con la caduta di Costantinopoli, avvenuta nel 1453, ed al prevalere della potenza turca in Oriente, il pellegrinaggio verso la Terra Santa perdette le connotazioni di massa, per diventare un’avventura molto costosa, dalla quale si rischiava anche di non fare ritorno. Fu così che, per dare la possibilità a chi non poteva affrontare i disagi di un viaggio oneroso e avventuroso, e per mantenere pur sempre vivo il senso della peregrinatio, la Chiesa introdusse in occidente le cosiddette pratiche sostitutive. In pratica si trattava del pellegrinaggio verso località e santuari più accessibili ma, in qualche misura, evocativi degli scenari evangelici. Dalla cerchia delle Alpi occidentali, dove il fenomeno ha avuto origine più di cinquecento anni fa, i Sacri Monti hanno poi ispirato analoghi modelli sorti in buona parte dell’Europa cattolica.

La teoria di cappelle che attraverso statue, dipinti e affreschi, racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l’accogliente contesto ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale.

Pregevoli esempi di architettura del paesaggio, i Sacri Monti costituiscono un importante punto d’incontro per i fedeli e i cultori dell’arte.

 

GENOVA: LE STRADE NUOVE E IL SISTEMA DEI PALAZZI DEI ROLLI

Le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli, nel centro storico di Genova (tardo XVI - inizio XVII sec.), rappresentano il primo esempio europeo di un progetto di sviluppo urbano con una struttura unitaria, pianificato e distribuito da un'autorità pubblica e associato a un sistema peculiare di ospitalità pubblica (visite di stato soprattutto) in residenze private. I Palazzi dei Rolli erano delle residenze costruite dalle famiglie aristocratiche più ricche e potenti della Repubblica di Genova, allora all'apice del suo potere finanziario e marittimo che in virtù di un decreto promulgato dal Senato della Città nel 1576 ospitavano visite di stato. I grandi palazzi rinascimentali e barocchi dei Rolli, eretti sulla Strada Nuova, formavano il quartiere residenziale della nobiltà, che dal 1528 aveva assunto il governo della Repubblica. Essi offrono una straordinaria varietà di soluzioni che ben si armonizzano con le caratteristiche peculiari del sito e con le esigenze della specifica organizzazione sociale ed economica del tardo XVI sec.

I Rolli (termine che deriva da rotoli) erano gli elenchi che censivano questi edifici catalogandoli, in base alla loro grandezza e bellezza, in tre “bussoli”. Le dimore, deputate ad ospitare visite di stato in  base ad un decreto del Senato della città del 1576, venivano assegnate per sorteggio a seconda della dignità dell’ospite: il primo bussolo per cardinali, principi e viceré; il secondo bussolo per feudatari e governatori, il terzo bussolo per principi inferiori ed ambasciatori.

I palazzi generalmente di tre o quattro piani, sono caratterizzati da spettacolari scaloni, cortili, logge che si affacciano su giardini costruiti su diversi livelli e generalmente in uno spazio relativamente ristretto.

Le dimore rappresentano un originale sistema pubblico di residenze private che avevano l’obbligo di ospitare le visite di stato, contribuendo in questo modo alla diffusione della conoscenza di un modello architettonico e di una cultura residenziale che attrasse famosi artisti e viaggiatori e divenne  famosa presso tutte le Corti d’Europa.

 

PORTOVENERE, LE CINQUE TERRE E LE ISOLE DI PALMARIA, TINO E TINETTO

"Paesaggio roccioso e austero …asilo dei pescatori e dei contadini, viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda, solenne cornice delle più primitive d'Italia. Monterosso, Vernazza, Corniglia, nidi di falchi e di gabbiani, Manarola e Riomaggiore sono, procedendo da ponente a levante, i nomi di pochi paesi o frazioni di paesi così asserragliati fra le rupi e il mare."

Così Montale descrive questo tratto della riviera ligure orientale dove terra e mare si fondono a formare un paesaggio unico e suggestivo, dichiarato nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una catena di monti sovrasta i diciotto chilometri di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali marini e dove sono incastonati cinque borghi, Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore collegati da numerosi sentieri e mulattiere che si aprono su panorami mozzafiato.

Un ambiente in cui il lavoro dell’uomo ha saputo plasmare il terreno trasformando un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza.

 

ARLES E I MONUMENTI DI EPOCA ROMANA

I siti di Arles, dichiarati patrimonio dell’Umanità nel 1981, abbracciano un arco temporale che va dal I sec a.C. al XV sec ed offrono un esempio particolarmente significativo di una città antica che ha saputo trasformarsi in fiorente città medievale.

Fondata nel VII sec a.C., Arles divenne, sotto Cesare, colonia romana nel 46 a.C.

Importanti monumenti testimoniano il ruolo che Arles assunse nel I a.C. : il teatro, testimonianza della prima fase d’urbanizzazione della città; l’anfiteatro ed i criptoportici, rispettivamente simbolo e cuore della colonia romana. Risalgono invece al I secolo il ponte romano, che fece di Arles un importante centro fluviale, e l’acquedotto che venne utilizzato anche nell’agricoltura e nell’industria molitoria.

Risalgono al II secolo il più vasto monumento romano della città, il circo, ed i pregevoli mosaici delle dimore signorili che testimoniano l’espansione a sud della città antica nel periodo di massimo splendore della colonia romana.

La città vive un secondo secolo d’oro nel IV secolo d.C., epoca a cui risalgono l’obelisco, le terme romane di Costantino e la necropoli di Alyscamps, punto di partenza del cammino di Arles, la Via Tolosana, una delle tre principali vie del pellegrinaggio per Santiago di Compostela.

Arles è poi divenuta nel XI e XII secolo una delle più belle città del Mediterraneo. Testimoniano quest’epoca la chiesa di Saint Pierre, che nella sua sublime semplicità rappresenta il primo esempio di architettura benedettina sull’Ile de Montmajour; l’abbazia romana di Montmajour con la splendida cappella di Sainte Croix; il chiostro di  Saint-Trophime, uno dei maggiori esempi di arte romana provenzale. Degni di nota sono infine l’abside di Saint Jean de Moustiers e la chiesa di Saint Honorat, luogo pieno di poesia.

 

AVIGNONE: IL CENTRO STORICO, IL PALAZZO DEI PAPI, IL COMPLESSO EPISCOPALE ED IL PONTE SAINT BÉNEZET

Patrimonio mondiale dell’Umanità dal 1995, Avignone è conosciuta per essere stata sede del papato nel XIV secolo.

La città venne scelta da papa Clemente V nel 1309 come nuova sede del soglio pontificio ed ospitò la successione di nove papi, fino al 1377. Simbolo della città e testimone di questo illustre passato è il palazzo dei Papi, fortezza gotica dall’apparenza austera, che fu contemporaneamente residenza papale, luogo di culto e sede amministrativa. A meta del 1300 risale la maggior parte delle sontuose decorazioni del palazzo eseguite dagli italiani Simone Martini, Matteo Giovanetti ed altri artisti della sua bottega. Clemente VI affida loro gli affreschi della Camera del Cervo all’interno della Torre del Guardaroba e delle  cappelle di Saint Martial e di Saint Jean, nel Palazzo Vecchio; a Giovanetti è affidata poi la decorazione della Grand Audience. I cicli di affreschi narrano della grandezza della Chiesa ed i legami tra Roma ed Avignone.

Degna di nota è poi la cintura dei bastioni, risalente al 1356,  e le vestigia del Pont Saint Bénezet, il Ponte di Avignone di una celebre filastrocca francese, che secondo la leggenda fu costruito da un giovane pastore per ordine divino.

Il Petit Palais, sede cardinalizia prima ed arcivescovile poi, e la cattedrale romana di Notre-Dame-des-Doms, risalente al XII secolo, l’unico  edificio interamente romanico conservato, completano questo eccezionale complesso monumentale, testimonianza del ruolo giocato dalla città nell’Europa cristiana del XIV secolo.

 

ORANGE: TEATRO ROMANO E ARCO DI TRIONFO

Colonia romana fondata nel 36-35 a.C. con il nome di Colonia Iulia Firma Secundanorum Aurasio, Orange possiede due eccezionali testimonianze dell’Antichità, tutelate dall’UNESCO dal 1981:  il Teatro antico e l’Arco di Trionfo.

Edificato in epoca augustea, tra il I secolo a.C. ed il I secolo, il Teatro antico di Orange deve la sua fama all’ottimo stato di conservazione della scena e del muro retrostante.

Alto 37 m e lungo 103 m, addossato sulla collina di Sant’ Eutropia, presenta tutte le caratteristiche del teatro latino secondo Vitruvio: la cavea (37 file di gradini disposti a semicerchio intorno all’orchestra capaci di ospitare oltre 9.000 spettatori), gli accessi laterali e il muro di scena affiancato dai parascaenia, i blocchi sporgenti sulla facciata esterna utilizzati per fissare il velario che proteggeva gli spettatori dal sole. Le decorazioni della scena e le statue appartengono invece ad un rifacimento dell’epoca di Antonino Pio.

Concepito per accogliere un pubblico gallo-romanico, è attraverso questo teatro che è avvenuta la diffusione della cultura e della lingua latina in questa regione.

L’Arco di trionfo fu eretto in tarda età repubblicana a seguito della vittoria dei Romani sui Cimbri e sui Teutoni, nel 25 a.C e venne consacrato dall’imperatore Tiberio a ricordo delle gesta dei veterani della II legione Gallica e della loro vittoria contro la flotta di Marsilia sotto Cesare. Collocato all’ingresso della città, sulla via Agrippa che conduce a Lione, è un arco a tre fornici (il più antico conosciuto di questa tipologia) con una ricca decorazione che, secondo la tradizione artistica locale già da tempo influenzata dall’arte ellenistica romana, testimonia l’instaurazione della Pax Romana nelle province dell’Impero.

IL FUTURO

Nella regione delle Alpi del Mare sono numerosi i siti candidati a diventare patrimonio dell’Umanità.

I territori delle vigne di Langhe, Roero, Monferrato, capaci di regalare infinite emozioni da vivere e altrettante suggestioni da assaporare per leggere e interpretare e profondamente apprezzare lo spirito di un territorio.

La Cittadella di Alessandria, fortezza del basso Piemonte la cui importanza architettonica è unica al mondo.

Il Lago Maggiore ed il Lago d’Orta con  le loro isole, i conventi, i castelli, i palazzi, le ville ed i giardini unici nel loro genere. 

I giardini botanici Hanbury che fin dalla metà del 19esimo secolo, grazie alla dolcezza del clima, custodiscono numerose specie di piante, provenienti da tutto il mondo.

L’opera architettonica e urbana di Le Corbusier con opere sparse su tutto il territorio transalpino tra cui ville, officine, conventi e cappelle.

Le città antiche della regione della Narbona e il territorio circostante: Nimes, Arles, Glanum, gli acquedotti e la via Domitia.

Il monte San Vittoria e i siti di Cézanne,  la montagna calcarea di circa 1000 metri che domina Aix-en-Provence e tutto il territorio limitrofo in cui ritroviamo i luoghi della vita di Paul Cézanne.

Il parco nazionale des Ecrins, custode del secondo più esteso ghiacciaio di Francia, ed il Parco nazionale di Port-Cros.

La rada di Marsiglia, con gli edifici adiacenti il porto, le chiese e basiliche presenti e tutto il quartiere de l’Estaque.

Gli splendidi paesaggi della Camargue.

I resti di abitazioni preistoriche sulle Alpi che testimoniano la prima civilizzazione di questi luoghi, ancora in ottime condizioni di conservazione.

Il Parco Nazionale del Mercantour (Francia) e il Parco Naturale Alpi Marittime (Italia), guardiani preziosi di un ecosistema e di un patrimonio culturale originale e unico.

Le Alpi la cui bellezza e maestosità non necessitano di ulteriori parole.

 

L’importanza storica, la bellezza artistica e le suggestioni offerte dalle Alpi del Mare stupiranno sicuramente chi verrà a conoscerle, così come hanno incantato chi le ha visitate ed ha ritenuto indispensabile tutelarle perché continuino a sorprendere le generazioni future.

 



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