Versione solo testo - Eurocin G.E.I.E., 24 novembre 2017
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Gli strumenti ed i principi d'intervento



Cuneo, 24 novembre 2017
ultimo aggiornamento: 01.03.2013



Fondi Strutturali 2007-2013



GLI STRUMENTI ED I PRINCIPI D'INTERVENTO

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L’Unione europea dispone di diversi strumenti finanziari per attuare la politica regionale.

Il Fondo di coesione aiuta gli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) pro capite inferiore al 90% della media comunitaria a recuperare il ritardo economico e sociale e a stabilizzare la propria economia. Il Fondo di coesione si rivolge in particolare ai nuovi paesi dell’Europa dei 27 e finanzia interventi nei seguenti settori:
- reti di trasporto transeuropee
- tutela dell’ambiente
Il Fondo di coesione può anche intervenire nel quadro di progetti correlati al settore dell’energia o dei trasporti, a condizione che questi offrano chiari vantaggi sotto il profilo ambientale: efficienza energetica, utilizzo delle energie rinnovabili, sviluppo del trasporto ferroviario, sostegno all’intermodalità, potenziamento dei trasporti pubblici ecc.

Il FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) mira a consolidare la coesione economica e sociale dell’Unione Europea correggendo gli squilibri fra le regioni.

In sintesi, il FESR finanzia:
- aiuti diretti (investimenti alle imprese, in particolare PMI) volti a creare posti di lavoro sostenibili;
- infrastrutture collegate ai settori della ricerca e dell’innovazione, delle telecomunicazioni, dell’ambiente, dell’energia e dei trasporti;
- strumenti finanziari (fondi di capitale di rischio, fondi di sviluppo locale ecc.) per sostenere lo sviluppo regionale e locale e incentivare la cooperazione fra città e regioni;
- misure di assistenza tecnica.

Il FSE (Fondo sociale europeo) è volto a migliorare l’occupazione e le possibilità di impiego sul territorio dell’Unione europea.
Il FSE sostiene l’azione degli Stati membri nei seguenti ambiti:
- adattamento dei lavoratori e delle imprese - sistemi di apprendimento permanente, elaborazione e diffusione di modelli innovativi nell’organizzazione del lavoro;
- accesso al mercato del lavoro per coloro che sono alla ricerca di un impiego, per le persone inoccupate, le donne e gli immigrati;
- inclusione sociale dei gruppi svantaggiati e lotta contro la discriminazione nel mercato del lavoro;
- valorizzazione del capitale umano mediante la riforma dei sistemi di istruzione e il collegamento in rete degli istituti di istruzione.

Nel ambito della politica regionale, è utile ricordare anche il Fondo di solidarietà che permette di far fronte alle calamità (alluvioni, incendi, siccità…) e lo Strumento di pre-adesione (IPA) che sostituisce una serie di programmi e strumenti finanziari dell’Unione europea destinati ai paesi candidati e ai potenziali paesi candidati all’adesione all’UE: PHARE, PHARE CBC, ISPA, SAPARD, CARDS e lo Strumento finanziario per la Turchia.

I PRINCIPI D’INTERVENTO

Il funzionamento dei Fondi strutturali 2007-2013 segue una serie di principi in parte già presenti nei periodi precedenti ed in parte nuovi o aggiornati:

Complementarità, coerenza, coordinamento e conformità: gli interventi sono complementari alle priorità nazionali, regionali, locali, coerenti con le priorità strategiche comunitarie e conformi al Trattato. La Commissione europea e gli Stati membri assicurano il coordinamento tra Fondi ed altri strumenti finanziari dell’UE.
Programmazione pluriennale: garantisce la continuità e la certezza dell’azione nel medio periodo.

Addizionalità: i Fondi strutturali non si sostituiscono, ma si sommano alla spesa pubblica nazionale; essi dunque cofinanziano gli interventi.

Partenariato: riguarda gli aspetti operativi e strategici della politica e implica la partecipazione delle autorità regionali e degli enti locali, nonché delle parti economiche e sociali, della società civile, delle organizzazioni per la tutela dell’ambiente e delle pari opportunità.

Gestione condivisa: la responsabilità del controllo finanziario è ripartita tra gli Stati membri e la Commissione europea.

Sussidiarietà e proporzionalità: gli interventi sono condotti dagli Stati membri al livello territoriale adeguato; gli oneri in termini di controllo, valutazione e monitoraggio sono commisurati al contributo comunitario.

Pari opportunità per donne e uomini: priorità trasversale a tutte le fasi della gestione dei Fondi.

Concentrazione: impostazione più strategica rispetto al periodo 2000-2006, sia a livello geografico (più dell’80% del finanziamento destinato alle regioni meno sviluppate) sia tematico: obiettivi di Göteborg (sviluppo sostenibile) e Lisbona (crescita e occupazione).
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è stato introdotto il cosiddetto earmarking, principio sulla base del quale gli Stati membri devono perseguire gli obiettivi dell’Agenda rinnovata di Lisbona destinando le risorse dei Fondi a ricerca, innovazione e imprenditorialità, società dell’informazione, capitale umano, ingegneria finanziaria, efficienza energetica e fonti energetiche rinnovabili, nella misura del 60% nelle aree dell’obiettivo “Convergenza” e del 75% nelle aree dell’obiettivo “Competitività regionale e occupazione”.
Il principio è previsto all’art 9 del Reg. CE 1083/2006 e richiamato in numerose altre disposizioni dello stesso regolamento e di quelli dedicati al FESR (Reg CE 1080/2006) e al FSE (Reg CE 1081/2006)
 



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